renderSi delinea in maniera sempre più definita il nuovo progetto di valorizzazione dell’Area archeologica di Carsulae (Terni), uno degli interventi più significativi per il patrimonio culturale umbro. Grazie alla collaborazione tra le istituzioni impegnate nella tutela e nella promozione del sito, è stato messo a punto un articolato programma di riqualificazione, sostenuto dal Ministero della Cultura, con 2 milioni di euro assegnati nell’ambito del programma Grandi Progetti Beni Culturali.

Il percorso è stato avviato con la delibera n. 188 del 26 giugno 2025, con la quale il Comune di Terni ha concesso in comodato d’uso gratuito il Centro visita e documentazione "Umberto Ciotti" alla Direzione regionale Musei nazionali Umbria.

Situato all’ingresso https://sites.centrale.unipg.it/v3/ing1/files/generale/img/notizie/render.jpg dell’Area archeologica, il Centro visita sarà oggetto di un riallestimento museale, in corso di definizione da parte di un comitato scientifico costituito da rappresentanti della Direzione regionale e della Soprintendenza, e diventerà uno dei fulcri del programma di rilancio del sito, rafforzandone l’accoglienza, la fruizione e le attività di ricerca.

L’iniziativa coinvolge, oltre al Comune di Terni e alla Direzione regionale Musei nazionali Umbria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia – con un gruppo di lavoro coordinato dal professor Paolo Belardi – e la Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni (Carit). Un’alleanza istituzionale che punta a restituire a Carsulae un ruolo centrale nel panorama degli studi archeologici e della divulgazione scientifica, con interventi capaci di coniugare ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio.

Un impulso decisivo al progetto è arrivato dai risultati delle campagne di scavo avviate nel 2017 nell’area meridionale del foro. Le indagini archeologiche, condotte dall’Associazione Astra Onlus nell’ambito di una concessione ministeriale e con il sostegno della Fondazione Carit, hanno riportato alla luce una vasta domus di età augustea, un complesso residenziale di straordinario interesse caratterizzato da ambienti di rappresentanza, peristili, ninfei e un articolato settore termale privato.

Tra i ritrovamenti di maggiore rilievo figurano gli eccezionali mosaici in bianco e nero con decorazioni geometriche, straordinariamente conservati, testimonianza dell’elevato livello architettonico e decorativo raggiunto dalla residenza.

Per assicurare la conservazione di questo patrimonio è stato definito un progetto per la realizzazione di una copertura permanente destinata a proteggere i mosaici, affidato dalla Direzione regionale Musei nazionali Umbria, nell’ambito di un protocollo stipulato con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, a una équipe coordinata dal professor Paolo Belardi, ordinario di Composizione architettonica e urbana.

La copertura, caratterizzata da una forma elementare ispirata all’essenzialità del “Portico nel bosco” disegnato da Heinrich Tessenow, è stata concepita, studiandone il migliore inserimento nel paesaggio dei Monti Martani, sia come protezione dei mosaici dagli agenti atmosferici, sia come riparo permeabile volto a potenziare il coinvolgimento dei visitatori in una fruizione esperienziale grazie alla copertura in acciaio lucido che crea l’illusione ottica di uno spazio sotto/sopra in cui il sotto (le murature e i mosaici) e il sopra (i riflessi dei reperti archeologici, della passerella e dei visitatori) si confondono.

È lo stesso prof. Paolo Belardi a spiegare il concept progettuale che “prevede uno spazio protetto doppiamente speculare, che al contempo rifletterà e inviterà a riflettere chi percorrerà la passerella pedonale, consentendo la visione unitaria di stratificazioni murarie e di composizioni ornamentali altrimenti impercepibili”.

“Grazie al sostegno del Ministero della Cultura e alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e con l’Università degli Studi di Perugia, si potrà dare ulteriore impulso a un progetto di riqualificazione che renderà l’area archeologica sempre più accessibile, accogliente e capace di offrire ai visitatori un’esperienza di conoscenza coinvolgente e di alta qualità. Intervenire su un luogo come Carsulae significa preservarne l’identità storica e, al tempo stesso, rafforzarne il ruolo come motore di crescita culturale, attrattività turistica e sviluppo sostenibile” – commenta Veruska Picchiarelli, funzionario delegato alla direzione dei Musei Nazionali dell’Umbria.

“La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, forte della conoscenza profonda sviluppata in anni di ricerca, tutela e sistemazione del sito per la pubblica fruizione, sta partecipando al percorso di condivisione del concept della copertura, con approfondimento degli aspetti conservativi e di inserimento paesaggistico, per restituire una fruizione piena dei mosaici rispettosa del contesto archeologico e naturalistico. La collaborazione con la Direzione Nazionale Musei dell’Umbria e l’Università di Perugia condurrà Carsulae a una rinnovata centralità nel panorama archeologico umbro” – dichiara Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria.

“L’area archeologica di Carsulae è sempre più al centro dell’attenzione. L’opera di elevata qualificazione sostenuta dal MiC ha permesso una maggiore visibilità dell’enorme patrimonio presente nel sito. Il comodato d’uso gratuito del Centro di documentazione “Umberto Ciotti” concesso dal Comune di Terni alla Direzione Regionale Musei Nazionali, darà nuovo impulso al sito archeologico offrendo ai visitatori e appassionati di ammirare ulteriori tesori di grande interesse e valore” – aggiunge Tiziana Laudadio, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Terni.